Paola Buttiglione e Boris Vitiello

Referenti ActionAid per i Patti d'Integrità

Patto d’Integrità presso il Parco Archeologico di Sibari: un modello da seguire

Quello di Sibari è uno dei 18 Patti di Integrità (PI) che la Commissione europea ha sperimentato in alcuni contratti pubblici per la realizzazione di interventi finanziati dalle politiche di coesione. La sperimentazione è condotta all’interno del programma pilota “Integrity Pacts: Civil Control Mechanism for safeguarding EU funds”.

5 luglio 2021 / tempo di lettura: 4 min
Appalti
Società civile

Nell’ordinamento italiano il primo riferimento normativo ai PI si ritrova nella L. 190/2012 (c.d. Legge Severino) all’art. 1, c. 17. Questa legge rende sistematica, nelle PA, la prevenzione della corruzione, introducendo nuovi strumenti come il “piano anticorruzione” e valorizzando il principio della trasparenza dell’attività amministrativa. Di recente, il D.L. 76/2020 (c.d. decreto semplificazioni), uno dei più importanti provvedimenti legislativi adottati dal Governo per contrastare le ricadute della pandemia sull’economia, ha introdotto nel D.Lgs. 159/2011 (c.d. codice antimafia) l’art. 83-bis il quale prevede, in caso di mancato rispetto delle clausole contenute nei protocolli di legalità, la risoluzione del contratto, oltre all’esclusione dalla gara, comunque sanzioni già previste dal summenzionato c. 17.

Il bando pubblicato dalla Commissione europea per il lancio del programma ha introdotto un'importante novità nella loro applicazione, poiché esso era destinato a individuare le Autorità di gestione, responsabili dell’amministrazione e dell’attuazione dei fondi delle politiche di coesione, disponibili ad aderire all’iniziativa, ma anche una organizzazione della società civile come ente di monitoraggio sullo svolgimento di ciascuno dei PI stipulati.

ActionAid Italia è stata selezionata come supervisore di due interventi sul patrimonio culturale, ovvero la musealizzazione di un’area del Parco Archeologico di Sibari denominata “Casa Bianca” e il riallestimento delle sale del Museo archeologico nazionale della Sibaritide, in località Cassano all’Ionio (Cosenza).

Il PI di Sibari, dovendo anche regolare il ruolo di ActionAid Italia, ha un’articolazione in parte differente da quello normalmente in uso attraverso. Esso ha due sezioni: l’Accordo di monitoraggio tra la Stazione appaltante ed ActionAid Italia ed il PI vero e proprio, che impegna anche gli operatori economici partecipanti alla gara e poi, a seguito della gara, l’operatore che vincerà l’appalto.

Il ruolo di ActionAid Italia è definito da un’apposita sezione dell’Accordo di monitoraggio. Sono elencate nel dettaglio le attività che essa è autorizzata a svolgere come supervisore. La maggior parte delle previsioni sono relative all’esame della documentazione sugli interventi, dalla fase progettuale a quella di affidamento ed esecuzione e all’accesso alla documentazione. Importanti le clausole relative alla comunicazione e al coinvolgimento delle comunità locali attraverso incontri e seminari formativi o campagne informative a mezzo stampa.

Il PI vero e proprio, incluso dalla Stazione appaltante tra i requisiti di partecipazione alla gara, stabilisce anche gli impegni delle e verso le imprese che si aggiudicano il contratto. Viene specificato nel dettaglio il flusso di informazioni, atti e documenti dal momento della pubblicazione del bando in poi. Alcune clausole sono destinate a verificare eventuali conflitti di interesse: la Stazione appaltante trasmette l’elenco dei dirigenti e dei titolari di incarichi impegnati nelle procedure di aggiudicazione e nella fase di esecuzione, l’Appaltatore fornisce l’elenco dello staff e dei fornitori impiegati.

Nel Patto, oltre alle clausole comportamentali ed al regime sanzionatorio, altre specifiche previsioni riguardano la filiera dei subappaltatori: è richiesto al vincitore della gara non solo di fornire costanti aggiornamenti sui pagamenti effettuati verso essi, ma anche di inserire la sottoscrizione del PI nei contratti stipulati con essi.

Tra le clausole c’è anche l’impegno per la più ampia conoscenza possibile del contenuto del Patto da parte di tutti gli attori coinvolti, per accrescere la consapevolezza sui comportamenti utili per prevenire la corruzione e per favorire i principi di lealtà, trasparenza e correttezza. Viene ribadita l’importanza del coinvolgimento della più ampia comunità locale, attraverso momenti formativi, sopralluoghi ai cantieri, eventi di confronto con la stazione appaltante e gli appaltatori, per discutere i risultati delle attività di monitoraggio.

Sarà interessante vedere quale sarà lo sviluppo prossimo futuro dei PI. Infatti, per l’adozione dei piani di ripresa dalla pandemia, il dibattito politico si è orientato verso una semplificazione delle regole nel settore degli appalti pubblici e si è introdotta una “moratoria” nell’applicazione del Codice dei contratti pubblici oggi in vigore. Sarà quindi da vedere che sorte avranno i PI, che mantengono forti potenzialità, proprio in ragione del fatto che, da un lato si chiede l’adesione dell’operatore economico, nell’ottica di una reciproca lealtà e collaborazione, e dall’altro la loro violazione costituisce una risoluzione del rapporto stazione appaltante/appaltatore.

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