La legge sul Lobbying è ancora in discussione

Il passaggio al Senato è l’ultima possibilità per migliorare il testo, correggere squilibri e garantire maggiore trasparenza.

PUBBLICAZIONE: 6 LUGLIO 2026
ULTIMO AGGIORNAMENTO: 14 OTTOBRE 2026
Il 29 gennaio la legge sul Lobbying è stata approvata dalla Camera dei deputati con il voto di maggioranza e non all’unanimità. Il disegno finale non contiene le modifiche necessarie ad evitare le lacune che rendono la normativa debole: dall’esclusione di attori fondamentali (organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro) - proposta con gli emendamenti di novembre 2025 - alla mancanza dell’obbligo di una agenda pubblica degli incontri. 

Il passaggio al Senato

  • Il 14 ottobre la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha esaminato il testo e gli emendamenti proposti. Ora il disegno di legge proseguirà in sede referente e gli emendamenti saranno ancora discussi per verificare le possibili modifiche. Il passaggio al Senato è l’ultima possibilità per migliorare il testo, correggere squilibri e garantire maggiore equità, trasparenza e inclusività. Le Agende, il Registro trasparenza e l’obbligo di adesione ad un Codice Etico sono tutti elementi imprescindibili per garantire la trasparenza delle relazioni tra decisori pubblici e portatori di interesse.

  • Il 9 luglio sono scaduti i termini per la presentazione degli emendamenti alla legge che regolamenta i rapporti tra decisori pubblici e portatori di interessi. La coalizione Lobbying4Change ha contattato i membri della Commissione Affari Costituzionali del Senato incaricati di esaminare il testo approvato dalla Camera, rilevando le carenze e suggerendo i miglioramenti ritenuti indispensabili. ​I contenuti della legge sono ancora incompleti e presentano diverse criticità che devono essere risolte prima della sua approvazione definitiva.  

La trasparenza che manca

Il disegno di legge sul lobbying è principalmente formale e rischia di produrre effetti distorsivi, specialmente per il Terzo settore e le organizzazioni no-profit, a causa di una regolamentazione parziale e sbilanciata. ​

La principale criticità riguarda l’esclusione di associazioni datoriali e sindacali dall’obbligo di iscrizione al Registro trasparenza - si parla di circa il 35-40% delle attività di rappresentanza - che andrebbe a creare un sistema asimmetrico e ingiusto. ​

Un’altra importante lacuna è rappresentata dalla rendicontazione soltanto trimestrale degli incontri. Una tempistica che riduce la tempestività dell’informazione e la capacità di monitoraggio della cittadinanza, dei media e degli stakeholder.

Un altro aspetto che impatta sulla trasparenza delle attività di Lobbying è la mancanza delle agende degli incontri: non rendere pubblici i colloqui tra i decisori e i portatori di interesse aumenta il rischio di influenze indebite.

Le Agende, il Registro trasparenza e l’obbligo di adesione ad un Codice Etico, sono tutti elementi imprescindibili per garantire la trasparenza delle relazioni tra decisori pubblici e portatori di interesse.

Che cosa chiediamo? 

Un modifica sostanziale della legge in esamee che garantisca il principio di universalità del dettato costituzionale: tutti i portatori di interessi devono poter avvicinare il decisore pubblico affinché le decisioni della politica siano equilibrate. E non va dimenticato che sono portatori di interessi anche le organizzazioni della società civile, le associazioni ambientaliste, i comitati civici che difendono gli interessi collettivi, i beni comuni, i diritti dei cittadini. La trasparenza è una garanzia di equità ed è imprescindibile nell'ambito delle attività di rappresentanza degli interessi.

▶️ Leggi le osservazioni della coalizione sul disegno di legge sul lobbying

Riconosciamo l’importanza delle relazioni tra i portatori di interessi e i decisori pubblici ma ribadiamo che le attività di lobbying devono essere svolte alla luce del sole, con regole ben definite, all’insegna della trasparenza e della corretta accountability.

Roberto Giambelli - Advocacy officer, Transparency International Italia

Coalizione Lobbying4Change

Dal 2021, con la coalizione Lobbying4Change che oggi conta 52 organizzazioni, chiediamo che l'Italia si doti di una disciplina sul lobbying per rendere le decisioni pubbliche più trasparenti e inclusive. Nel 2023 l'indagine conoscitiva sul lobbying - avviata dal presidente della Commissioni Affari Costituzionali della Camera Nazario Pagano - si è tradotta nel disegno di legge presentato il 1° aprile 2025. 

L'iter legislativo ha incontrato fasi alterne fino all'approvazione alla Camera dei deputati il 29 gennaio 2026. Ora la norma attende il passaggio al Senato ed entro ottobre 2027, al termine XIX Legislatura, ci si augura che concluda il suo percorso con una regolamentazione chiara dei rapporti tra decisori pubblici e portatori di interesse. Senza esclusioni e con efficaci strumenti di verifica e sanzione eventuale per i non adempienti.

 

SPECIALE LOBBYQUARK

In viaggio tra le galassie del potere
Una nuova proposta di legge sul lobbying è arrivata in Parlamento, ma a causa di alcuni emendamenti rischia di lasciare intere "galassie" di potere libere di agire nell'ombra, escluse da ogni obbligo di trasparenza. Scopriamo insieme quali settori chiave della nostra economia orbitano in queste zone d'ombra e perché questo rappresenta una minaccia per tutte e tutti noi. Non permettere che le decisioni pubbliche vengano prese a porte chiuse. 
Iscriviti alla newsletter
Transparency International Italia
  • P.le Carlo Maciachini 11 - 20159 Milano
  • +39 02 40093560
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • CF 97186250151
© 2020 Transparency International Italia