Un programma di educazione partecipata anticorruzione pensato per coinvolgere le giovani generazioni su questioni etiche e sociali.
It's Worth It si rivolge alle scuole secondarie di secondo grado con l’obiettivo di offrire alle giovani generazioni contributi di valore da parte di professionisti del pubblico e del privato e figure del Terzo Settore e dell’Università impegnati sui temi dell’integrità e della sostenibilità.
I laboratori operativi sono guidati da Transparency International Italia, Asvis e dagli Integrity Actor provenienti dal settore pubblico e privato. Il percorso didattico spazia dai princìpi della Costituzione agli SDGs dell’Agenda 2030, approfondendo la Carta dei Principi Etici di Transparency e i Codici Etici delle aziende e delle pubbliche amministrazioni.
Il Codice di Integrità Partecipato viene realizzato in maniera collaborativa dai gruppi di studentesse e studenti seguendo la logica di fondo sul piano della responsabilità e della convenienza personale che diviene, fatalmente, generale. Ecco perché It's Worth It.
A partire da integrità e sostenibilità, il gruppo classe individua altri due pilastri da approfondire: inclusione, gender equity, uso consapevole dell’intelligenza artificiale, bullismo, etc.
Attraverso attività interattive e approfondimenti il gruppo classe sviluppa un prototipo del Codice di Integrità Partecipato. L'attività è collaborativa e supportata dagli stimoli dell'esperienza di integrity actor e partner di progetto.
L’evento di restituzione dell'edizione italiana si svolgerà online a maggio 2026
L’evento di restituzione dell'edizione internazionale si svolgerà a fine 2026 a Madrid
Il Booklet del progetto It's Worth It uscirà a marzo 2027!
Leggi i booklet delle edizioni 2024 e 2025 del progetto Ci Conviene
Il progetto IT'S WORTH IT - Empowering students and school staff through integrity and transparency è un progetto finanziato dall'Unione Europea. Le opinioni e i punti di vista espressi sono esclusivamente quelli dell'autore o degli autori e non riflettono necessariamente quelli dell'Unione Europea o dell'Agenzia Esecutiva per l'Istruzione e la Cultura (EACEA). Né l'Unione Europea né l'autorità che ha concesso il finanziamento possono essere ritenute responsabili per essi.