Contro la corruzione per il futuro di tuttə

L’8 marzo ci ricorda che la strada verso la gender-equality coinvolge tuttə e passa anche attraverso la trasparenza, l’integrità e la lotta alla corruzione

Pubblicazione: 8 marzo 2025
Ultimo aggiornamento: 8 marzo 2026
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L'8 marzoGiornata internazionale della donna International Women’s Day - nasce dalla lotta di lavoratrici sfruttate e oppresse che hanno sfidato un sistema ingiusto per reclamare diritti e dignità. Questa giornata è un’occasione per celebrare le conquiste delle donne e per ricordare quanto resta ancora da fare per garantire equità, sicurezza e rispetto.

La nostra società è segnata quotidianamente da episodi di violenza e discriminazioni, che interessano le donne e le persone di generi marginalizzati:

  • i femminicidi e la violenza di genere restano una piaga globale, in molti Paesi del mondo le donne e le persone LGBTQIA+ rischiano la vita per la loro identità;
  • il razzismo e la xenofobia colpiscono milioni di persone e negano loro diritti fondamentali, rendendoli bersaglio di odio e marginalizzazione;
  • le persone con disabilità e coloro che sono considerate "fuori norma" affrontano ostacoli enormi nell’accesso al lavoro, all’istruzione e alla vita sociale, spesso invisibili agli occhi di chi non vive questa realtà;
  • le lavoratrici e i lavoratori precari si trovano in condizioni di sfruttamento, senza tutele adeguate e con il rischio di ricatti o abusi, fino alla "sextortion": la richiesta di favori sessuali in cambio di opportunità economiche. [Leggi il report On your marks, set... stop! Understanding and ending sextortion in sport
In un mondo in cui persistono violenze di genere, razzismo, discriminazioni e disuguaglianze economiche il messaggio dell’8 marzo deve diventare più universale: non si tratta di una battaglia tra generi, si tratta di garantire diritti e opportunità ad ogni persona e costruire le basi affinché la nostra società garantisca pari dignità sociale, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali [I principi fondamentali, art.3 della Costituzione italiana].

Qual è il rapporto tra genere e corruzione?

Esistono forme di corruzione specifiche per il genere? L'emancipazione femminile può essere uno strumento nella lotta alla corruzione?

Le ricerche di Transparency International sul tema offrono tanti spunti di riflessione, per esempio confermano che donne e uomini sono colpiti in modo diverso dalla corruzione: la corruzione colpisce più duramente i poveri e le persone o i gruppi vulnerabili, in particolare le donne che rappresentano una quota maggiore dei poveri del mondo.

Non solo, la corruzione ostacola anche il progresso verso l'uguaglianza di genere e costituisce una barriera per le donne nel pieno accesso ai loro diritti civili, sociali ed economici. Comprendere la complessa relazione tra genere e corruzione è quindi un passo essenziale per promuovere i diritti delle donne: le donne non sono solo vittime della corruzione, sono anche parte della soluzione.

In molti Paesi del mondo i maggiori diritti e la partecipazione delle donne alla vita pubblica sono associati a una migliore governance e a livelli più bassi di corruzione. Dare potere alle donne e promuovere la loro partecipazione alla vita pubblica è essenziale per affrontare l'impatto di genere della corruzione e livellare gli squilibri di potere e le disuguaglianze di genere.

Non è chiaro se le donne siano meno corrotte degli uomini ma secondo i docenti della Bocconi Francesco Decarolis (Economia) e Paolo Pinotti (Scienze politiche e sociali) - che nel 2022 hanno pubblicato la ricerca “Gender and Bureaucratic Corruption: Evidence from Two Countries” su The Journal of Law, Economics, & Organization - le donne possono essere significativamente meno corruttibili degli uomini. Un valido indirizzo per combattere la corruzione negli uffici pubblici potrebbe assegnare a funzionari donne compiti che comportano maggiori rischi di corruzione.

Per approfondire il tema > Topic Guide on Corruption and Gender

Trasparenza e inclusione: un impegno collettivo

Le ricerche di Transparency International sul legame tra genere e corruzione evidenziano l'impatto degli abusi di potere della corruzione sulle donne ed esaminano come la corruzione colpisca in modo sproporzionato donne e ragazze. Comprendere la complessa relazione tra genere e corruzione è quindi un passo essenziale per promuovere i diritti delle donne: le donne non sono solo vittime della corruzione, sono anche parte della soluzione.

Ogni ricerca illustra i potenziali strumenti di riforma nei vari ambiti: dai meccanismi di rendicontazione alle iniziative di monitoraggio, dalle proposte legislative alle campagne politiche
La corruzione e la mancanza di giustizia rafforzano le disuguaglianze, impedendo a milioni di persone di accedere alle opportunità che meritano. L’8 marzo ci ricorda che la strada verso la #genderequality coinvolge tuttə e passa anche attraverso la trasparenza, l’integrità e la lotta alla corruzione. Una società più equa è una società in cui tuttə vivono meglio:
  • significa più sicurezza, perché chi si sente tutelato non deve vivere nella paura o nell’isolamento;
  • significa più diritti e partecipazione, perché chi ha accesso all’istruzione, alla salute e al lavoro può contribuire attivamente al progresso collettivo;
  • significa più inclusione e rispetto reciproco, perché quando nessuno è lasciato indietro si riducono le tensioni sociali e si rafforza il senso di comunità.

5 donne che non sono rimaste in silenzio

In questa giornata di lotta condividiamo la storia di cinque donne che si sono rifiutate di rimanere in silenzio: hanno denunciato la corruzione, sfidato gli abusi della polizia, lottato per le minoranze e creato movimenti partendo da zero. I loro nomi meritano di essere pronunciati ad alta voce, insieme a migliaia di altre donne come loro, conosciute e sconosciute, che ogni giorno continuano a costruire un futuro per tuttə.

Daphne Caruana Galizia (1964-2017), Malta

Le sue inchieste come giornalista hanno portato alla luce le operazioni offshore dei funzionari del governo maltese collegate ai Panama Papers, scatenando proteste di massa e rivelando una corruzione sistemica. È stata uccisa da una bomba piazzata sotto la sua auto. La corruzione che ha denunciato rimane impunita. La Commissione Europea continua a segnalare Malta per corruzione e rischi per la libertà dei media.

Kateryna Handzyuk (1985-2018), Ucraina

Attivista civica e consulente politica a Kherson, ha denunciato con determinazione, nominando i responsabili, la corruzione della poliziaUn uomo le ha versato dell'acido solforico sul corpo. È sopravvissuta a diversi interventi chirurgici, ma è deceduta tre mesi dopo a causa delle ferite riportate. Gli uomini che hanno ordinato l'aggressione sono stati condannati cinque anni dopo la sua morte.

Asma Jahangir (1952 – 2018), Pakistan

Una delle più rinomate avvocatesse pakistane specializzate in diritti umani, ha difeso le minoranze nel braccio della morte e ha contestato un sistema giudiziario che troppo spesso è al servizio del potere e non dello Stato di diritto. Malmenata in pubblico e arrestata, non ha mai smesso di lottareLascia dietro di sé una generazione di avvocati che portano avanti il suo lavoro.

Berta Cáceres (1971 – 2016), Honduras

Una leader indigena lenca che ha sfidato il più grande costruttore di dighe al mondo per proteggere la sua comunità dall'appropriazione illegale di terreni. E ha vinto. Dopo anni di minacce, alcuni uomini armati hanno fatto irruzione nella sua casa e l'hanno uccisa. Il suo caso è diventato un punto di riferimento nella lotta globale per i diritti degli indigeni e la giustizia ambientale.

Marie Immaculée Ingabire (1962 – 2025), Ruanda

Nata in Burundi, ha passato 30 anni in esilio ed è tornata in Ruanda dopo il genocidio del 1994 contro i tutsi. È diventata una figura di spicco nella lotta contro la corruzione e ha guidato Transparency International Ruanda per quasi 20 anni. Al suo funerale, ha chiesto di non ricevere fiori, ma di devolvere il denaro alle persone vulnerabili.

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