Una panoramica sul nuovo quadro normativo anticorruzione che interessa gli Stati membri in vista del recepimento negli ordinamenti nazionali.
Il 31 maggio 2026 la Direttiva europea anticorruzione è entrata in vigore e con il suo recepimento, per la prima volta, tutti i Paesi dell'Unione Europea avranno le stesse regole minime per combattere la corruzione.
Nel 2023 la Direttiva è stata proposta dalla Commissione europea come normativa specifica sulla lotta alla corruzione, per armonizzare la legislazione anticorruzione dei 27 Stati membri e rendere obbligatoria l’incriminazione per i reati previsti dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UNCAC).
Alcune disposizioni contenute nella versione finale del testo risultano più deboli rispetto alla proposta iniziale. Le lacune sono importanti e in aree chiave quali i diritti delle vittime di corruzione, le misure preventive e la responsabilità delle aziende.
Mercoledì 15 luglio, in diretta da Milano, si è svolto il convegno “La nuova Direttiva europea anticorruzione. What's next?”. Iniziativa promossa da Transparency International Italia in collaborazione con lo Studio ADVANT Nctm.
L’incontro ha offerto una panoramica sul nuovo quadro normativo anticorruzione che interessa gli Stati membri, insieme ad alcuni approfondimenti tematici di rilevanza per il contesto italiano.
L’iniziativa è promossa nell'ambito del progetto "Strengthening EU Collaboration to Uncover and Resist Emerging Corruption (SECURE)" di Transparency International, finanziato dalla Commissione europea.
"L'Italia deve considerare la Direttiva anticorruzione come una grande opportunità per rafforzare i propri presidi di prevenzione e contrasto alla corruzione. Le attuali carenze del sistema italiano vanno a danno delle cittadine e dei cittadini e sono inammissibili in uno Stato di diritto. La legislazione proposta dalla Direttiva è un'occasione unica per ispirare la cultura anticorruzione europea e globale."
SECURE è finanziato dalla Direzione Generale degli Affari Interni della Commissione Europea nell’ambito del Fondo Sicurezza Interna. Due autorità pubbliche - l’Agence Française Anticorruption (AFA) e la Direzione Centrale Anticrimine - Servizio Centrale Operativo (DAC-SCO) della Polizia di Stato italiana - partecipano come partner associati.
ID progetto: 101217306
Coordinator: Transparency International e.V. (TI Secretariat)
Partner: Università Cattolica del Sacro Cuore, Transcrime;
TI EU, TI Bulgaria, TI Francia, TI Germania,
TI Irlanda, TI Italia, TI Paesi Bassi,
TI Serbia, TI Slovacchia, TI Ungheria
Associated Partner:
Italia, AFA - Agence Française Anticorruption
Francia, DAC-SCO - Direzione Centrale Anticrimine Servizo Centrale Operativo della Polizia di Stato
Funding: Fondo Sicurezza Interna dell’UE (ISF)