Un compromesso tra le istanze del Parlamento ed il Consiglio dell'Unione europea che non soddisfa pienamente le aspettative di trasparenza.
A maggio 2023 la Commissione europea ha proposto una Direttiva specifica sulla lotta alla corruzione con l'obiettivo di armonizzare la legislazione anticorruzione dei 27 Stati membri e rendere obbligatoria nel diritto comunitario l’incriminazione per i reati previsti dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UNCAC). In questi anni Transparency International ha accolto con favore gli sforzi della Commissione per affrontare l'inadeguatezza dei quadri giuridici e dell'applicazione delle norme anticorruzione in tutta l'Unione europea. Ha inoltre presentato una serie di raccomandazioni volte a rafforzare gli impegni contenuti nella proposta di Direttiva e innalzare gli standard della lotta alla corruzione a livello globale.
Rispetto alle lacune indicate da Transparency International, in Italia è di particolare interesse il punto relativo alla mancanza di regole chiare e vincolanti sul finanziamento della politica e delle attività di lobbying.
In Italia, a partire dalla abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti politici, la possibilità di finanziare l'attività politica proviene quasi esclusivamente da donazioni da parte di privati e aziende. Questo sistema è sicuramente carente ed è necessario riformare l’attuale normativa che regola il processo di finanziamento della politica. Anche sul tema della regolamentazione del Lobbying e sul Conflitto di interessi, l'accordo raggiunto dalla Direttiva si esprime in maniera generica. In Italia, la mancanza di una legge organica sul Lobbying rappresenta un punto di debolezza di grande importanza per il nostro sistema di prevenzione della corruzione. Ad oggi, dopo anni di attesa, la proposta di legge che dovrebbe regolamentare il Lobbying è incompleta.
Ma non solo, da anni si evidenzia come l’assenza nel Registro pubblico dei portatori di interessi di attori fondamentali quali le Organizzazioni sindacali e le Organizzazioni dei datori di lavoro, indebolisca il quadro normativo. Inoltre, nell'ultimo testo, non si fa menzione dell’Agenda pubblica degli incontri, uno strumento indispensabile al fine di rendere disponibili pubblicamente le informazioni relative agli incontri. L'operatività di questi due strumenti andrebbero a beneficio della Trasparenza e anche dell’attività di Monitoraggio civico sulle attività di Lobbying.
“Gli Stati membri devono considerare la Direttiva anticorruzione come un punto di partenza e andare oltre i suoi standard minimi, al fine di colmare realmente le lacune che favoriscono il prosperare della corruzione."
Nel 2023 la Commissione europea ha proposto una Direttiva specifica sulla lotta alla corruzione. La Direttiva si propone l'obiettivo di armonizzare la legislazione anticorruzione dei 27 Stati membri e rendere obbligatoria nel diritto comunitario l’incriminazione per i reati previsti dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UNCAC).