Mercoledì 10 giugno a Roma è nato Moneytor, l'Osservatorio dedicato al monitoraggio del finanziamento alla politica italiana: uno dei temi più trascurati del dibattito pubblico nazionale.
I dati del progetto Soldi e Politica - presentati in sala dal gruppo di ricerca di Transparency International Italia composto da Aiste Galinyte, Roberto Giambelli e Andrea Bilotta - dicono che i modelli di finanziamento adottati dai partiti stanno cambiando: da quello basato sulle donazioni private al modello che poggia sulle rimesse dei propri eletti, fino ad un modello ibrido.
Inoltre, dall'abolizione del finanziamento pubblico permangono le opacità del sistema e gli strumenti di controllo mancano: dalla trasparenza dei dati alla regolazione delle attività di lobbying. Per non parlare dei conflitti di interesse.
L’idea alla base dell'Osservatorio Moneytor è quella di mappare chi finanzia la politica per capire chi prova a influenzarla: raccogliere i dati - che al momento non sono disponibili in formato aperto - e informare i cittadini, per progettare pratiche condivise di trasparenza che possano diventare la regola.
Negli ultimi anni, con la stessa coalizione con la quale nasce l'Osservatorio, sono state proposte ai partiti procedure di finanziamento più trasparenti e codici di condotta da adottare per facilitare la loro implementazione: è ora che la politica contribuisca al dibattito con passi concreti. Un sistema opaco di finanziamento è un problema di trasparenza e di salute della democrazia.
L’Osservatorio Moneytor è promosso dall'Università Sapienza di Roma e dall’Università di Torino, insieme a Transparency International Italia e #datiBeneComune, The Good Lobby Italia e Raise the Wind. L'iniziativa è strettamente collegata al progetto Soldi e Politica, il monitoraggio delle fonti di finanziamento alla politica in Italia promosso da Transparency International Italia.
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